Pressione alta: cos’è e cosa fare

calendar_month 23/09/2026 - Pubblicato in  Salute

La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie mentre il cuore lo pompa nell’organismo. Il valore è espresso in millimetri di mercurio (mmHg) e rappresenta uno dei principali parametri utilizzati per valutare la salute cardiovascolare.

La misurazione della pressione restituisce due valori. La pressione sistolica, comunemente chiamata “massima”, indica la pressione esercitata nelle arterie quando il cuore si contrae e pompa il sangue. La pressione diastolica, detta “minima”, corrisponde invece alla pressione presente quando il cuore si rilassa tra un battito e quello successivo.

Quando i valori rimangono elevati nel tempo si parla di pressione alta o ipertensione arteriosa, una condizione molto comune che spesso non provoca sintomi evidenti ma che, se non controllata, può aumentare il rischio di sviluppare problemi cardiovascolari.

Come si misura la pressione arteriosa

In passato la pressione veniva misurata soprattutto con lo sfigmomanometro manuale, composto da manicotto, pompetta e manometro. Oggi sono molto diffusi anche i misuratori digitali automatici, più semplici da utilizzare a casa e utili per controllare regolarmente i valori pressori.

Per ottenere una misurazione attendibile è importante utilizzare un manicotto della dimensione adatta alla circonferenza del braccio e seguire alcune semplici accortezze. Prima della rilevazione è consigliabile restare seduti e rilassati per alcuni minuti, mantenere la schiena appoggiata, i piedi a terra e il braccio sostenuto all’altezza del cuore. Durante la misurazione è inoltre importante non parlare e non muoversi.

Il misuratore permette di monitorare la pressione nel tempo, ma non permette da solo di diagnosticare l’ipertensione. Valori ripetutamente elevati devono essere valutati dal medico, che può decidere se effettuare ulteriori controlli o ricorrere al monitoraggio pressorio nelle 24 ore.

I valori della pressione alta

Le linee guida della European Society of Cardiology del 2024 hanno introdotto la categoria della pressione elevata, nella quale rientrano valori di pressione sistolica compresi tra 120 e 139 mmHg e/o valori di pressione diastolica compresi tra 70 e 89 mmHg. Si parla invece di ipertensione arteriosa in presenza di una pressione sistolica pari o superiore a 140 mmHg e/o di una pressione diastolica pari o superiore a 90 mmHg.

Di seguito, un riepilogo dei valori della pressione e le relative indicazioni.

Valori misurati in ambulatorio  Indicazione generale
Sistolica <120 mmHg e diastolica <70 mmHg Pressione non elevata secondo le linee guida ESC 2024
Sistolica tra i 120 e 139mmHg oppure diastolica tra 70 e 89 mmHg Pressione elevata
Sistolica ≥140 mmHg oppure diastolica ≥90 mmHg Ipertensione arteriosa da confermare attraverso una valutazione medica

Una singola rilevazione, tuttavia, non è sufficiente per formulare una diagnosi: i valori devono essere confermati attraverso misurazioni ripetute e interpretati nel contesto clinico della persona.

I valori devono essere interpretati considerando anche l’età, le condizioni generali di salute, i medicinali assunti, il rischio cardiovascolare complessivo e le modalità con cui viene effettuata la misurazione. Le soglie di riferimento variano infatti in base al tipo di rilevazione: nelle misurazioni effettuate a casa, per esempio, valori pari o superiori a 135/85 mmHg rientrano nella soglia utilizzata dalle linee guida ESC 2024 per identificare l’ipertensione.

Le principali forme di pressione alta

L’ipertensione arteriosa può essere distinta principalmente in ipertensione primaria e ipertensione secondaria.

L’ipertensione primaria, chiamata anche essenziale, rappresenta la forma più comune. Non dipende generalmente da una singola causa identificabile, ma deriva dall’interazione di diversi fattori, tra cui predisposizione familiare, età, alimentazione, peso corporeo, livello di attività fisica e stile di vita.

L’ipertensione secondaria è invece conseguenza di un’altra condizione o dell’assunzione di determinate sostanze o medicinali. Può essere associata, per esempio, a malattie renali, disturbi endocrini, apnee ostruttive del sonno o ad alcune terapie farmacologiche. In questi casi il trattamento della causa sottostante può contribuire anche al controllo della pressione.

Quali sono le possibili cause della pressione alta

Nella maggior parte dei casi l’ipertensione si sviluppa progressivamente nel corso degli anni ed è legata alla combinazione di predisposizione genetica, età e stile di vita.

Un consumo eccessivo di sale può favorire l’aumento della pressione, soprattutto nelle persone particolarmente sensibili al sodio. Anche sovrappeso e obesità possono aumentare il carico di lavoro del cuore e contribuire allo sviluppo dell’ipertensione.

La sedentarietà rappresenta un altro importante fattore di rischio. Un’attività fisica regolare aiuta infatti a sostenere la salute del cuore e dei vasi sanguigni e contribuisce al controllo del peso corporeo.

Anche il consumo eccessivo di alcol, il fumo, una dieta poco equilibrata e un sonno insufficiente possono influire negativamente sulla salute cardiovascolare. Lo stress, soprattutto quando persistente, può inoltre provocare aumenti temporanei della pressione e favorire comportamenti poco salutari.

In alcuni casi la pressione alta può essere associata a malattie renali, alterazioni della tiroide o delle ghiandole surrenali, apnee notturne o all’assunzione di determinati medicinali. Quando l’ipertensione compare improvvisamente, in giovane età o risulta particolarmente difficile da controllare, il medico può quindi richiedere ulteriori accertamenti per individuarne una possibile causa secondaria.

Integratori a supporto del benessere cardiovascolare

Accanto ad uno stile di vita sano e alle eventuali terapie prescritte dal medico, alcuni integratori possono essere utilizzati come supporto al normale benessere cardiovascolare. Non rappresentano però un trattamento per l’ipertensione né sostituiscono i farmaci antipertensivi prescritti.

Battinorm è un integratore alimentare in stick a base di biancospino, melissa, estratto di semi di vite, L-teanina e magnesio. Il biancospino e la vite favoriscono la regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare, mentre il magnesio contribuisce all’equilibrio elettrolitico, alla normale funzione muscolare e al normale metabolismo energetico. Per la sua composizione può essere utilizzato come supporto al benessere cardiovascolare.

Cardiol Forte è un integratore alimentare a base di EPA e DHA, acidi grassi omega-3, associati a estratti di carciofo, bergamotto e olivo, coenzima Q10, vitamina E e acido folico. EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca, mentre l’acido folico contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina. Il carciofo favorisce inoltre il metabolismo dei lipidi.

Eicor 1000 è un integratore alimentare a base di acidi grassi Omega 3 EPA e DHA, coenzima Q10 e vitamina E. EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca, mentre la vitamina E aiuta a proteggere le cellule dallo stress ossidativo. Il coenzima Q10 completa la formulazione, rendendo il prodotto adatto come supporto nutrizionale per il benessere cardiovascolare.

In presenza di pressione alta, gli integratori non sostituiscono la valutazione medica, uno stile di vita adeguato o un’eventuale terapia farmacologica. Se si assumono già farmaci antipertensivi, anticoagulanti o altri medicinali cardiovascolari, è consigliabile chiedere il parere del medico o del farmacista prima di iniziare un integratore.

 
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